10 Aprile 2014 Vita da studente

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Il bocconiano vive in una bolla di sapone, che si estende circa dal velodromo fino all’ultima mattonella in Via Sarfatti, all’esterno c’è un mondo quasi alieno, all’interno della bolla il bocconiano vive una vita tra parentesi, come se fosse in un limbo. Percepisce dall’ambiente che lo circonda un assunto fondamentale: quello che fai potrebbe non essere mai abbastanza, che si può coniugare anche in: “qualsiasi cosa tu faccia, ci sarà sempre qualcuno che la farà meglio di te”.

Dunque, vite rasentanti una collettiva e immaginaria scalata verso la perfezione, da non intendere come un viaggio relax verso un posto da sogno, ma più come una corsa ansiolitica e incessante, fatta di sessioni d’esame che non finiscono mai veramente e di carichi di responsabilità percepiti già sulla soglia di un aula Nqualsiasi o in un’auletta in biblioteca.

Il bocconiano avverte talmente tanto la pressione sul proprio ego all’interno della bolla, da sentirsi estraniato una volta uscito da essa, con pensieri del tipo: “perchè nessuno si preoccupa?” “Perchè non sentite di poter fare di meglio?” E così via. Nell’universo Bocconi, tutto è ovattato, eppure la forza compressiva si avverte benissimo: dal modo di vestire, alla macchina che parcheggi in Piazza Sraffa, al caffè preso alle macchinette o al bar, fino a cosa vuoi diventare nella vita o cosa farai domani sera. All’interno del sistema, tutto appare normalmente necessario, anche il considerare bassa una media del 27 se non sei stato preso in exchange. Tutto è lecito e avallato in questo senso, perchè la perfezione negli altri sembra a portata di mano, quindi perchè non potrebbe essere lo stesso per te? Mi capita spesso di chiedermi a cosa vi servirà sapere miliardi di formule se poi non vi ricordate quale sia l’ultimo libro che avete letto. Le cose banali e così splendide della vita, aldilà di un voto in Punto Blu. La possibilità di sentirsi umani e deboli, prima che competitivi e intoccabili. Probabilmente è insito nell’ambizione di ognuno generare meccanismi del genere, quindi c’è da aspettarselo in un luogo costituito quasi esclusivamente da gente con pretese e grandi obiettivi. Sarebbe bello istituire una giornata della non-perfezione in Bocconi, in cui vince chi per più volte ha provato un esame odiatissimo e non l’ha ancora passato. Tutti dovrebbero congratularsi col tizio in questione per la perseveranza e la determinazione. Scherzi a parte, esiste un lato non marcio della mela: questa macchina da guerra senza sosta contiene anche tanto talento e sacrificio. E per quanto possa sembrare un’affermazione banale, probabilmente è vero che sono proprio quelli lì gli ingredienti che contano. Forse un giorno ringrazierò quella bolla di avermi fatto fare le ossa prima che ci pensasse il capo di nonsoqualeazienda, perchè magari sarà questo che mi porterà a garantire ai miei figli un futuro; e allora guardando al passato, con più di un rospo ingoiato, potrebbe capitare di aver dimenticato le amarezze per lasciare il posto solo ai momenti col sorriso sulle labbra. Per il momento, però, senza alcun sorriso, l’alternativa è solo dover tornare a deprimermi su diritto privato.

 

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Commenti

  1. Giuliariss

    Bellissimo articolo e quanto mai vero!

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